In genere comincio ad amare quando sono disposto a donare me stesso quasi incondizionatamente, quando amo me stesso e non ho paura di confronti, quando comincio a pensare alla mia vita insieme ad un altro e a condividere una serie di esperienze. Poi per qualche ragione uno di questi punti comicia a indebolirsi, come un cancro, una cellula impazzita che comincia ad intaccare le altre e ricomincia il countdown. Il donarsi non è più incondizionato, il tuo amore per te stesso diventa labile, l’idea di una vita insieme svanisce e la condivisione neanche a parlarne. Tutto e poi il contrario di tutto. La motivazione alla base nasce da una sola cellula malata: la paura.



Quando ero piccolo il mio primo esempio da seguire fu un professore d’arte. Fu lui a iniziarmi alla “teoria dell’abbattimento della paura”. Suona bene ma solo col tempo ho capito di quanto sia praticamente impossibile seguirla a pieno. Lui mi diceva sempre di non cominciare mai una tela con la paura dello spazio bianco da riempire. “Se cominci qualsiasi cosa con la paura, al 99,9% ti verrà fuori un disastro e sarai sempre insoddisfatto e frustrato per il risultato”. Le stampai nel cervello come il principio dello stile di vita che avrei voluto. Era vero porcatroia! La paura ti fotte nel nascere, quindi la soluzione migliore è abbatterla con una buona dose di incoscienza. Ha sempre funzionato e sono decisamente grato alla mia innata testadicazzo, alla mia impulsività anche se finisco spesso nei guai… ovviamente col tempo l’incoscienza, gli istinti tendono a “regolarsi” e dovrebbero, con l’esperienza, intingersi nella saggezza e nella razionalità. Cosa che a me non è capitata. La mia ragione perde ogni volta la sua battaglia contro la mia naturale essenza. Ho tentato anche questa volta di seguire la ragione, la mia, quella di un altro… ma mi sono ritrovato a combattere con qualcosa di innaturale, che non è parte di me. La mia idea di amore è forse adolescenziale, rimbaudiana. Per me vale sempre, sopra ogni cosa, noi due contro tutto e tutti…infantile eh? Questo mi permette di non avere paura di me, degli altri, mi fa spostare le montagne, mi azzera l’insicurezza, mi fa sentire uno strafigo tipo “succhiami pure il cazzo mentre mi fumo una sigaretta ad occhi chiusi”.