Archivio per Gennaio, 2007

Siate coinvolti – continua…

Gennaio 30, 2007

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Lo scardinamento della famiglia non ha a che fare con l’approvazione di una legge che riconosca le coppie di fatto. Lo scardinamento della famiglia dipende da fattori quali la violenza, l’omofobia, le pressioni psicologiche, la mancanza di libertà di opinioni in contrapposizione alle costrizioni sociali.

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Quando ero piccolo mi hanno insegnato che la famiglia era costituita da una “mamma e un papà”. Col tempo capì di essere molto fortunato perchè insieme alla mamma e al papà, nel mio esempio di famiglia, ci potevo aggiungere un bel “che si amano”. Poi ho capito che anche due uomini si amano, che due donne si amano, che il meglio della famiglia si ottiene quando gli elementi che la compongono provano amore l’uno per l’altro.

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La mia idea di FAMIGLIA NORMALE si è allargata di pari passo col mio buco del culo, per fortuna. Con questo intendo dire che adesso mi sento coinvolto in maniera attiva in questa storia dei pacs, non solo perchè mi daranno la possibilità di accedere agli stessi diritti che hanno potuto godere mia madre e mio padre, ma perchè potrò continuare naturalmente ad essere felice seguendo il loro esempio, senza essere ostacolato da una violenza che è stata legalizzata fino ad ora.

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Quella violenza che non mi permetterebbe di amare come si sono amati e ancora si amano loro due. Per me è violento sapere che ci siano persone che dicono: “i gay li invito a cena ma non ammetto che si sposino perchè la famiglia è quella normale”. Per me è omofofico sentire il Papa che esordisce con i suoi trattati sulla famiglia. Per me è poco intelligente sapere che Betori pensi che che “un cattolico non possa arrivare al riconoscimento pubblico delle coppie di fatto” perchè la maggior parte dei froci che conosco fanno pompini e credono in Dio… come me. Come la mettiamo?

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Libertà d’espressione?

Gennaio 24, 2007

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Questa storia della libertà d’esperessione è diventata davvero un fastidioso dito in culo. La verità è che se un prete scorreggia “consigli per gli acquisti” ai suoi fedeli e alla comunità intera mi suona più come un comando che come un parere. Come una telepromozione in TV. Soprattutto quando la questione per me morirebbe proprio sul nascere.
Non me ne frega molto dei pacs, se domani volessi sposarmi col mio uomo, lo farei anche contro legge. Ma la mia è una famiglia con o senza un figlio, col mio uomo che mi ama e che mi incula. Con me e lui che andiamo a fare la spesa e ci svegliamo al mattino per andare al lavoro. La mia famiglia siamo più io e lui che il mio vicino di casa che si fotte sua figlia. E ha giurato amore eterno a sua moglie… Per questo principio credo che la libertà d’espressione sia una stronzata quando sento che un prete sgancia cose del tipo: quelle dei gay non possono però essere definite come famiglia in quanto gli manca il bene essenziale della generazione dei figli e roba del genere…
Ma il matrimonio avviene tra due persone che sia amano oppure no? E quelle che non lo vogliono avere un figlio? Perchè loro si sposano e io no? Se non mi posso sposare col mio uomo che amo più di me stesso con chi cazzo mi sposerò mai? Con una povera ragazza dal cuore tenero che accetterà i miei “degenerati vizi” e alla quale darò comunque un bambino ed una vita infelice? Oppure mi ritirerò in seminario? Se i preti si sposano con Gesù (che pure ce l’avrà un pesciolino) io perchè non mi posso sposare con Ciro? Beh questi sono i miei abissali dubbi da frocio… Chi mi da una risposta?
Ah… dimenticavo, voi credete davvero che Ruini in culo non l’abbia mai preso?

Nelle stufe di Nerone

Gennaio 23, 2007

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La sorpresa di Lia

Gennaio 22, 2007

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Beh si già ce l’ho…

L’odio

Gennaio 11, 2007

Tra un po’ ritornerò di nuovo a Londra. Mi è stato appena regalato uno short course alla Saint Martin e se è carino probabilmente ne farò altri.
La prima cosa che ho fatto oggi, con la modularità di ogni mattina, è stata quella di prendere il giornale e leggere le notizie. I coniugi che ammazzano la ragazza e il figlio perchè fanno rumore, Raid Usa sulla Somalia, il papa che s’incazza sui Pacs e Bush che adesso si masturba su Iran e Siria. Nulla di nuovo è vero… ma il dato generale è unico. L’odio alimenta altro odio. Adesso mi chiedo: se ognuno di noi si trovasse di fronte alla conseguenza dell’odio in maniera più partecipe, non soggiogato solo dai media, potremmo sentirci più coinvolti? E soprattutto cambierebbe qualcosa?
Siamo facilmente capace di odiarci l’uno con l’altro perchè l’odio rende più forti, ci fa apparire difesi e se si unisce ad altro odio ci rende indistruttibili alla vista degli altri. L’odio cammina di pari passo con le parole dette per dire, le azioni fatte senza pensare e per quanto sia subdolo, a volte, non lascia via di scampo a chi ci sta di fronte. E’ più facile odiare, è vero, perchè è più facile difenderci. Ma non ci porta lontano, non ci rende nemmeno eterni. Se ci pensi Ghandi è più famoso di Charles Manson, anche Madre Teresa è più famosa di Mr Bush o di Nostra Signora Joseph Ratzinger.

Back from London

Gennaio 4, 2007

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L’impatto con la terra ferma è stata un disastro! Il mio piccolo tesoro mi ha appena lasciato un buco in petto grande come una voragine.

P.S.: Vorrei poterti sparare una bottiglia in faccia ogni capodanno e vorrei che questa prima fosse solo l’inizio amore mio. Divertiti e ogni tanto pensami un pochino. Solamente tuo, Sol.

London – Part III

Gennaio 3, 2007

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Ieri pomeriggio, dopo una passeggiata per le vie del centro mi sono trovato a Soho. Ho mangiato Indiano per appena due ore e mezza. Ottime pietanze e poca voglia di fast food. Era un accogliente e delicato ambiente gestito da un uomo che eveva tutta l’apparenza di essere indiano per davvero e una ragazza irlandese. Ho provato tutto quello che proponeva il menù e ho finito di mangiare quando il sole era già al tramonto. Una veloce lettuara al Guardian e a disastro compiuto (la mia pancia si è notevolmente dilatata) una corsa a Kensington dove c’erano tutti i compagni di corso del mio uomo che avevano fame e voglia di mangiare… Non si è letto nessun cenno di disapprovazione nel mio sguardo e siamo finiti a mangiare nuovamente. Una corsa a casa, un J@[n* e dopo in giro. A South Kensington siamo finiti in un bar a bere guinness. Molto divertente e fortuna che gli inglesi fumano ancora nei locali.

London – Part II

Gennaio 2, 2007

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Quando scatti una foto a Londra l’atmosfera è completamente diversa. L’alone della pioggia nell’aria appare come una patina. Non da fastidio ma si percepisce come un filtro. L’altro giorno sono finito a piedi a Camden da King’s Cross. Non credo di aver mai camminato così tanto. Il mercato è decisamente cambiato rispetto a qualche tempo fa ma sempre divertente e inusuale per essere un “mercato”. Dopo le 7 di sera in metro la gente è sempre più su di giri e con le bottiglie mezze vuote in mano. A capodanno sono finito al Capri (non volevo dirlo), un ristorante a Kensington e dopo mezzanotte a Covent Garden in un bar con messicani, irlandesi e portoghesi, tutti estremamente calorosi. Avrei voluto essere a casa con i termosifoni accesi a godermi la pioggia dalle finestre di Lloyd Baker Street, magari dopo aver preparato una cenetta per due e aver fatto l’amore nel mio lettone rosso. Fortuna che esiste una seconda chance e stanotte siamo rimasti a casa dopo essere tornati da un giro al centro. Mi mancano i furti all’ HMV, alla Virgin, i tattoo per strada all’hennè, quel poco di incoscienza che se avessi adesso sarei una persona diversa. Ma alla fine forse non sarei nemmeno qui, ma in mezzo ad una strada squattrinato e a fare servizi porno per gay magazine.
Mi chiavo una lingua i culo e ammetto i miei peccati ma sono felice di guardare da lontano tutte queste cose e senza molti rimpianti, col mio uomo che di notte si fa spazio nel mio letto per trovare calore. Questa mattina ero più dolce del solito, me lo sono stretto e ci siamo incastrati come due mattoncini della Lego. Poi si è vestito, è andato al corso per darsi un tono e smettere di parlare con quell’improbabile finto accento americano mentre io mi sono concesso una colazione inglese con tanto di sandwiches al bacon e formaggio, tè a un gusto strano, latte scremato, succo d’arancia e una cucina da rimettere a nuovo. Adesso devo darmi una mossa, ho deciso che andremo a vedere Evita all’Adelphi per la modica cifra di 70 sterline.

Saddam Affair

Gennaio 1, 2007

saddam.jpg Riguardo l’affare “Saddam” sa più di soldi che di pietà. Oggi i giornali si contenderanno il titolo della tiratura del secolo e i telegiornali faranno il picco di audience. Mi fa vomitare se ci penso.  Mi provoca un senso di tristezza. Aveva la paura negli occhi. Pessima figura tutti noi che abbiamo permesso questa barbaria, esempio clamoroso del fatto che il potere renda ciechi e privi di senso del giudizio. Spero con tutto me stesso che ognuno di noi si senta cosciente della propria responsabilità di fronte a questo imbarazzante atto di violenza.