Archivio per Marzo, 2007

Contronaturalmente frocio

Marzo 14, 2007

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La news del giorno è che il nostro Papa esorta il mondo politico a non fare “leggi contronatura”. La questione non è che il Papa non possa avere un opinione a riguardo, i suoi 80 anni ce li ha pure, la testa è quella che è… ma sono convinto che una persona con un potere mediatico come il suo non debba chiudere i cervelli della gente e sindacare su cosa sia con o contronatura. Mi spiace che invece non si occupi di questioni più gravi, che non verifichi, viaggiando per il mondo, che milioni di persone stanno morendo perchè non hanno di che nutrirsi mentre il Vaticano è occupato ad accumulare ricchezze inimmaginabili. Mi spiace che si ostini ad accanirsi contro l’uso dei condom mentre la gente continua a morire di Aids in Occidente perchè ascolta il suo consiglio… Mi spiace che abolisca i rapporti prematrimoniali dichiarando la verginità come valore mentre il 90% dei preti ha regolarmente rapporti sessuali (e omosessuali). Mi spiace che non abbia avuto una parola da dire nei confronti di quei tantissimi “servitori di Dio e della Chiesa” che di tanto in tanto se la spassano con i bambini.

Mi spiace soprattutto che dichiari di sostenere “valori fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana” quando una persona comune come me possa sentirsi “contronatura” e priva di “dignità” per una piccola stronzata che il vicario di Dio sulla terra dice al mondo intero via etere. Sacramentum Caritatis.

Raping Encantado

Marzo 12, 2007

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La sensazione di una pistola alla tempia e in petto è come una dose di adrenalina a lunga durata. Nell’attimo in cui ti senti minacciato riesci a mantenere il controllo e a non fare sciocchezze, pensi che tutto andrà bene se fai quello che ti dicono. Poi la sensazione forte arriva dopo, ti resta dentro per un tempo indefinito e la senti scorrere continuamente, senza fine. Tipo trip. Non è una questione di ore, di minuti… resta nei giorni fin quando non la smaltisci. Almeno per me è così. La pistola è gelata sulla pelle, anche addosso. Nonostante sei coperto da un giubbino pesante la canna della pistola la senti dentro e se fai un passo falso sei fottuto. Chi ti sta davanti non comunica con te, non sente ragioni e non ce l’ha una ragione quindi combatti su territorio straniero, su un altro pianeta quasi. Ti urla solo armato di minacce perchè quello spaventato davvero è lui non tu. Dopo tutto rischi un oggetto, lui se stesso. In qualche caso ti puoi anche trovare un buco in petto ma è raro. Intanto senti “ti uccido se non fai questo” e cominci a pensare che sei in pericolo davvero se qualcosa va storto. Sono pochi minuti, 5, 10… quanto basta per raggelarti il sangue e pensare da vicino alla paura o alla morte che si avvicina. Quel giocattolo è più piccolo di un pesce ma in petto è quanto una montagna addosso.

Icone Sacre: Mr Montoja

Marzo 11, 2007

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Scappo + Jam Montoya

Marzo 11, 2007

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Dalla prossima settimana avrò un posto dove dormire che non è casa mia, un lavoro nuovo e sarò in giro come un nomade. Con qualche comfort in più. Faro qualcosa che mi piace davvero dopo tanto tempo.
Per il resto vorrei segnalare questo artista, un certo Jam Montoya, un irriverente e brillante signore di mezza età che va in giro a fotografare pezzi di religione, omaggiandoli di passione e personalità.

Melodramma all’italiana

Marzo 5, 2007

Ero nel mio guscio inossidabile prima che tornasse il mio ragazzo da Londra. Poi viene, bello fresco, e io mi innamoro di lui ancora più di prima porcatroia! Sembro un perfetto esempio di quegli uomini nati per essere presi per il culo in questo momento. Stamattina in auto ascolto una canzone di Carboni (non ho mai ascoltato nè sopportato la sua musica) e mi è uscita la lacrimuccia pensando a lui, una cosa quasi “melodrammaticaallimitedelpatetico”. La mia amica transaggia direbbe che sono appena uscito dal pianeta delle scimmie se avesse visto la scena.

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Questo weekend siamo finiti soli a casa a dormire, mangiare senza uscire se non per una serata in discoteca con amici nemmeno tanto entusiasmante. Mentre ero lì lo guardavo e vedevo l’uomo più bello tra tutti quei ragazzi… era il mio! Nessuno riusciva a reggere un confronto ai miei occhi. Poi tra un drink e l’ altro non vedevo l’ora di ritornare a casa e fare l’amore, di riaddormentarmi tra le sue braccia come se fosse la prima e l’ultima volta. Ogni sera la stessa sensazione.

Nuclei più o meno familiari

Marzo 4, 2007

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