
L’unica cosa che distingue un artista da un uomo comune è la capacità di essere curioso negli ambiti più svariati, poliedrico, per poi farli confluire tutti in una sola forma di espressione.
Ero sempre stato attratto da lui, ma solo per sentito dire, non avevo mai approfondito nulla e in queste ultime due settimane tra qualche ricerca di lavoro, riviste, qualche cattiveria ricevuta senza richesta e persone più o meno interessanti ho dedicato il resto del tempo alla mia nuova ossessione per David Bowie. Ne sono uscito entusiasta. La poliedricità in realtà non ha a che fare con quante cose riesci a fare, ma con quante ne fai bene. E soprattutto mai come obbiettivo finale la fama o il successo. Quello è una conseguenza. La cosa più intrigante è stata vedere da quante molteplici forme di espressione sia stato ispirato. Prendeva lezioni di mimo, succhiava la vita delle città in cui si stabilizzava per un determinato periodo e la faceva sua, diventava attore per entrare in personaggi da lui stesso inventati, creava circoli di artisti per promuoverli e produrli senza escludere la passione di sempre per la pittura e arti visive. - E’ vero anche Warhol lo faceva ma era più furbo e consapevole. Bowie aveva, invece, la spontaneità dell’artista solitario e inconsapevole della sua genialità. - Tutto questo confluiva in concept-album di cui adesso ancora sentiamo le sonorità perchè sono la fonte di ispirazione della musica contemporanea insieme ad altri pochi eletti. Vorrei essere la pupilla del suo occhio verde.
Gli errori che ho commesso sono stati più interessanti delle cose che ho voluto fare (D.Bowie)
Un uomo di genio non commette errori: i suoi sbagli sono l’anticamera della scoperta (J.Joyce)